Aligi Sassu (Milano 1912 - Spagna 200)

Aligi Sassu è nato a Milano il 17 luglio 1912 da padre sardo e madre emiliana. A soli 16 anni è invitato con due opere (''Nudo plastico" e "Uomo che beve") alla Biennale di Venezia. Con i Futuristi partecipa a tutte le mostre in Germania, Cecoslovacchia, Svizzera, Italia; molte delle opere purtroppo vanno disperse.
Dal 1929 al 1933, in antitesi al Novecento, realizza tutto il ciclo degli "Uomini rossi" (tra olii disegni e tempere circa 500 opere: Dioscuri, Argonauti, Giocatori di dadi, Musici, Pugili; Cavalli e Cavalieri, Pastori e Temi Sacri o Biblici) che espone nel '30 alla Galleria del Milione, nel '32 insieme a Grosso e Manzù alla Galleria delle Tre Arti. Negli stessi anni intanto lavora intorno ai "Ciclisti": famoso i "Ciclisti alla partenza" del '31 che segna una svolta nella pittura italiana moderna. Nel 1934 è a Parigi dove frequenta Magnelli, San Lazzaro, De Pisis, Campigli, Leonor Fini, Léger, Lionello Venturi. Espone alla "Quattre Chemis" con Gruber e Tomea. Dipinge i primi "Caffé" un tema, come del resto quello dei "cavalli", cui spesso ritornerà, sempre però riproponendolo in chiave diversa e arricchendolo di motivi nuovi.
Torna in Italia e affronta subito, da socialista, la dura realtà del Fascismo. Vi si oppone con tutti i mezzi e complotta con altri giovani tra cui De Grada e Guttuso. Nel '35 dipinge "Fucilazione nelle Asturie" uno dei primi dipinti sulla Resistenza Europea. Viene presto segnalato, arrestato e processato al Tribunale Speciale. Condannato nel '37 sconta un anno e mezzo di carcere, dopo S. Vittore e Regina Coeli, a Fassano in Piemonte, dove non potendo dipingere riempie numerosi quaderni di scritti e disegni.
Uscito dal carcere pur se sorvegliato speciale non si dà per vinto: la metafora politica è evidente nei dipinti di quegli anni: "La Fucilazione in Spagna", "La morte di Cesare" e le numerose "Crocifissioni". Intanto ritrova il gruppo di intellettuali e amici (De Grada, Treccani, Migneco, Bo, Quasimodo, Vigorelli, Anceschi, Sereni, De Micheli, Marchiori, ecc.) con i quali dà vita al Movimento di Corrente esponendo nell'omonima galleria nel '41. È un periodo di intenso lavoro creativo: ne fanno fede le serie delle "Battaglie" dei "Concllii", dei "Caffé", delle "Maison Tellier". Illustra numerosi testi classici; esegue varie cartelle di litografie; comincia con Lucio Fontana a frequentare Albissola dove poi si recherà spesso, contribuendo in gran parte con Tullio Mazzotti al rinnovamente della ceramica figure. Così pure nel dopoguerra attiva e continua è la presenza nelle mostre più importanti in Italia e all'Estero: le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma; le mostre di pittura italiana in Argentina, Francia, U.S.A., Svizzera, Olanda, Spagna, Svezia, Cina, Inghilterra. Dal '50 in poi si isola sempre più. Fa della scultura; si dedica molto all'affresco e al mosaico realizzando vasti cicli di opere murali principalmente in Sardegna, a Milano, in Liguria, a Napoli, a Pescara.
È chiamato a eseguire scenografi« per il teatro alla Scala ("La Giara" e la "Carmen"}, per il Massimo di Palermo ("El amor Brujo" di De Falla), per l'Arena di Verona ("Cavalleria rusticana"), per il Regio di Torino ("Vespri siciliani"). Nel 1963 apre UII nuovo studio a Cala S. Vicente (Maiorca): è il periodo delle "Tauromachie ", dei paesaggi spagnoli, degli "Uomini che lottano ", Riprende a incidere con accanimento; nel 1963 viene pubblicata la sua "Opera grafica" (35 incisioni con introduzione di Quasimodo); nel 1970 "Anch 'io sono l'America" su testi di poeti negri; nel 1973 "I cavalli innamorati" (20 incisioni e litografie ispirate a poesie di Raffaele Carrieri); nel 1974 le 15 incisioni a colori per l'Orlando Furioso dell'Ariosto; nel 1976 le 6 acqueforti acquetinte a colori de "La Via dell'aurora".