Antonio Pedretti

Nasce il 3 febbraio 1950 a Bardello, in provincia di Varese, dove ancora oggi vive e lavora. Tiene la sua prima personale a sedici anni presso la Galleria Ca' Vegia di Varese con opere dipinte a spatola in cui rappresenta, con un certo sentimentalismo e una pregevole, precoce abilità tecnica, paesaggi, casolari, alberi, acque stagnanti.
Dopo aver partecipato ad alcune collettive, ordina nel 1970 una seconda personale alla Galleria Ghiggini di Varese con alcuni nudi e con una serie di paesaggi dedicati alla Sicilia, colta nella sua abbacinante luce mediterranea e attraverso i silenzi delle sue borgate.
L'anno dopo realizza la sua prima cartella di grafica e nel 1972 espone a Bruxelles, alla Galleria L'aingle blu, presentato da Renato Guttuso.
A questo punto, dopo una mostra alla Ghiggini di carattere riassuntivo, inizia per l'artista una pausa di riflessione, un periodo di ripensamento durante il quale si ritira dall'attività pubblica per una silenziosa e pensosa opera di ricerca, rivede le esperienze artistiche del passato e rimette in discussione il lavoro finora svolto.
I primi risultati di questa appartata fase di sperimentazione sono una serie di paesaggi immaginari composti solo di onde marine e di vaganti nubi e fissati in atmosfere sospese percorse da una vivida luce.
Più tardi accompagna alle sue pitture dei contenitori trasparenti. Viana Conti considera questo come un gesto di comunicazione, di apertura.
Per Marco Meneguzzo (presentazione della personale al Luogo di Gauss di Milano), invece, l'artista si pone sul confine oltre il quale la pittura invade altri territori.
In tempi recenti Pedretti torna a liriche evocazioni del mondo naturale, cui sono aliene certe lezioni dell'impressionismo. Fra le sue ultime apparizioni, ricordiamo le personali del 1988 alla Spirale Arte Versilia di Marina di Pietrasanta, alla Galleria nel Mondo dei Fiori di Lugano e alla Galleria Ghiggini di Varese .