Giovanni Cappelli (Cesena 1923 -Milano 1997)

Nato a Cesena nel 1923, Cappelli frequenta il Liceo Artistico a Bologna e lavora, agli esordi, in stretto contatto con Sughi e Caldari, dando vita a quella che, impropriamente, la critica denominò "Scuola di Cesena", operante in ambito neorealista. Non a caso i suoi iniziali interessi sono rivolti a Fattori, Rosai, Viani, ritraendo l'artista, di preferenza, frammenti della vita di provincia, dei contadini, degli umili e dei diseredati, in immagini vive e poetiche. Con dipinti di questo genere, e dopo una breve esperienza romana con il "Gruppo del Portonaccio", allestisce la sua prima personale presso la Galleria Bergamini di Milano (1953).
Verso la metà degli anni Cinquanta, Cappelli - presente in questa stagione anche alla Biennale di Venezia - stringe contatti con quegli artisti milanesi (Banchieri, Vaglieri, Ferroni, etc.) che, richiamandosi a Bacon e Giacometti, sono alla ricerca di un nuovo approccio alla realtà e di un diverso racconto figurale. Il suo discorso pittorico a questo punto si modifica ed assume toni inquietanti e drammatici, affrontando, dapprima, i temi della alienazione metropolitana e divenendo, poi, coerentemente, sempre più intimista, portatore di un disagio esistenziale e di una profonda, insopportabile solitudine. "Così - scriveva una decina di anni fa Luigi Carluccio - le figure allungate nel sonno sembrano figure di morti, sono distese su un tavolo della morgue. Le vecchie sedute contro il tenue bagliore rossastro dei muri della stanza sembrano figure di una veglia ... ".Due recenti antologiche, una a Grosseto, presso la Fortezza delle Mura Medicee (1988), e l'altra a Milano, al Palazzo della Permanente (1989), hanno ricostruito l'intera vicenda dell'artista, fino alle cromaticamente raffinate e luministiche opere più recenti, in una sequenza che parla del quotidiano vivere in chiave di dramma non urlato, ma sopportato con silenziosa e macerata accettazione. Muore a Milamo nel 1997.